Kefir: cos’è e come si prepara

kefir

Originario del Caucaso, il kefir è una sorta di yogurt che si ricava dalla fermentazione naturale del latte vaccino, di capra o di pecora, ma che si può preparare anche con il latte di soia, di riso e con l’acqua.

Proprietà del kefir
La caratteristica principale del kefir, parola di origine turca che significa “benessere”, è la varietà di lieviti e batteri presenti, che lo rendono uno dei più preziosi cibi probiotici esistenti.
La fermentazione, che nel kefir è sia lattica che alcolica, riduce la quantità di zuccheri e di vitamine originariamente presenti, ad eccezione delle vitamine B12 e B9 che risultano anzi potenziate. Il kefir è anche un’ottima risorsa di aminoacidi e di minerali come calcio, magnesio e fosforo.
I fermenti contenuti nel kefir giungono illesi nell’intestino, dove riequilibrano la flora batterica e apportano innumerevoli benefici: da un lato, migliorano il transito intestinale, combattendo la stitichezza, dall’altro agiscono selettivamente contro i batteri patogeni, contrastando la diarrea.
Un’altra proprietà scientificamente dimostrata dei probiotici è quella di rinforzare il sistema immunitario, stimolando la produzione di linfociti capaci di inattivare i microrganismi patogeni e le cellule tumorali.
Il kefir può essere consumato anche da chi soffre di intolleranza al lattosio in quanto i suoi probiotici possiedono la lattasi, l’enzima necessario per la scissione del lattosio.

Come preparare il kefir a casa
Il kefir si prepara a partire dal “kefirian”, ovvero i granuli bianchi contenenti le colonie di batteri e lieviti deputati alla fermentazione. I grani di kefir sono reperibili nei negozi bio e online.
Per preparare il kefir a casa abbiamo bisogno di:

– 1 cucchiaio di kefirian ogni 500 ml di latte fresco;
– un recipiente di vetro;
– un contenitore a chiusura ermetica;
– un cucchiaino che non sia di metallo;
– un passino di plastica.

Mettete i grani di kefir nel contenitore di vetro e versate il latte a temperatura ambiente; coprite il barattolo con un tovagliolo di carta o della stoffa, ma non con il coperchio ermetico per consentire al kefir di “respirare”.
A questo punto mettete il barattolo a riposare in un luogo buio per circa 24 ore, mescolando frequentemente. Se desiderate un gusto più acido e una maggiore gradazione alcolica, potete prolungare la fermentazione fino a 48 ore.
Trascorso il tempo necessario, separate il siero dal caglio, versando il contenuto del barattolo in un colino e lasciando defluire il siero; dopo aver eliminato quest’ultimo, filtrate il kefir con il colino posto sul contenitore ermetico, mescolando con il cucchiaio finché non rimarranno soli i grani, che metterete subito a
fermentare con altro latte.

Il kefir si conserva in frigorifero per non più di una settimana ed è ottimo sia consumato puro che con l’aggiunta di pezzi di frutta, miele o qualsiasi altro ingrediente dettato dal gusto personale.

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